mercoledì 29 maggio 2013

Anche quando credi che non siamo più.

Noi che ci perdiamo nel mare di gente solo per vedere chi è che poi ci viene a cercare, che scriviamo per chi non ci legge e riconosciamo le città dai frammenti di cielo tra i palazzi. Noi con i dialoghi surreali in una mano e un sorriso nell'altra, il sapore di zucchero filato sulle labbra e il cuore sempre un po' più in bianco e nero del tuo. 

Noi che non crediamo nel futuro, 
però tu non mi scordare. 

Noi che negli incroci di voci non passiamo mai per primi, che demoliamo muri col pensiero senza riuscire mai ad evadere e facciamo domande con gli sguardi rapiti sempre in una direzione che non è la tua. Noi che facciamo parlare le canzoni e che stonino pure, tanto il coraggio di scambiarci gli accordi prima o poi lo troveremo. Noi come libri letti per trovarci scritti tra abbracci non dati, forse più che trovare un modo per tornare bastava restare.

Noi, siamo noi. 
Anche quando credi che non siamo più. 

venerdì 24 maggio 2013

Si riesce a fermare il mare solo nelle fotografie.


Il tempo passato ad aspettare tempi migliori non conosce ritardi. Quante cose che se le avessi fatte, giuste o sbagliate che siano, non avresti trovato il coraggio di rimproverarti. 
Ha spiegato tutto il silenzio, ma subito dopo l'ho ripiegato seguendo con cura le cuciture del Tanto non importa e chiuso nel cassetto dei Niente. Una trapunta di parole copre i pensieri soltanto per poco e dopo lascia l'inverno dentro. 

- Ciao, come stai?
- Bene, non sono più io.

A volte la perfezione è troppo vicina al suo contrario per poterla distinguere. Ci si sente forti tra le pagine, anche se si sa che la carta con la pioggia si gonfia e poi si scioglie fino a scomparire. A volte con te sembra quasi di riuscire a non perdere la strada del ritorno, ti dicevo. Sarà la geografia dei nostri cieli nuvolosi, mi dicevi.

- Dove sei? 
- Qui, ma lontano.

Con gli occhi riempiti di vento del nord, chiusi e poi spediti a sud est mentre il cuore guardava dall'altra parte. Si parlava. Si parlava talmente ad alta voce che nessuno diceva niente. Non chiedere se non vuoi sapere, non andare se non hai voglia di partire, non amare se non sei disposto a restare. Il destino si muove convinto su sottili millimetri di tempo, in circolo, uno dopo l'altro e tu sei il centro.

Il mare lo si riesce a fermare solo nelle fotografie, ti dicevo. E ancora non lo sapevi che quel mare ero io. Per avere il vento a favore dovrai uscire dalla fotografia, mi dicevi. Poi ho tolto gli ormeggi. 

Forse un giorno ci rivedremo, abbiamo detto. O solo pensato. 
Magari soltanto sorriso.