mercoledì 2 aprile 2014

A mettere i sogni nelle mani di qualcuno ci si perde il sonno.

Le persone non cambiano. Imparano a fingere, ma è diverso. I cuori infranti si riconoscono dal loro essere convinti di non aver bisogno di un abbraccio, anche se costantemente poi lo cercano. Ci costruiamo una corazza, per essere preparati, per difenderci. E quando arriva una carezza neanche ce ne accorgiamo. Essere bravi a nascondere le proprie debolezze è una condanna che ti rende vittima e carnefice, allo stesso tempo. 

La pioggia lava i ricordi e quando smette, come succede con gli occhi lucidi, si amplificano i riflessi di ciò che resta, indimenticabile. La rabbia è come quei graffi non guariti del tutto. Non ci fai più caso, ci passi le dita, tiri via la crosta e ricominciano a sanguinare. Non credo nelle pagine che volano via, credo nelle parole che anche se cancellate lasciano i solchi nel tempo a venire.

L'amore è sempre giusto, al massimo è il destinatario quello ad essere sbagliato. Mi dicevi, dai tuoi di anni ai miei che erano quasi la metà. 

C'è differenza tra sentirsi interi ed essere completi. Un cuore deve incastrarsi ad un altro, per non battere a vuoto. Mi dicevi, tra le mani, gli abbracci a sei corde ed i legami visibili soltanto a noi due.
 
Guarda bene quello che provi, guardati dentro, prima di calcolare le distanze. 
Mi dicevi. Ed io non c'ero già più.

Basta non dire la parola giusta una volta soltanto, quella volta soltanto, e due esistenze prendono strade diverse. E io forse, i tuoi occhi tra la gente, li ho cercati per una vita intera. E allora ti tengo lì, tra le cose accadute e quelle che devono ancora accadere. Per fermarti o lasciarmi fermare, quando mi vien voglia di mandarti via. 

Tu, che non sei come tutti gli altri, fammi libro da leggere.
E trovaci scritti, l'uno accanto all'altra, soltanto nelle frasi felici.

On Air:  Bon Iver - Holocene