domenica 18 agosto 2013

È ieri quasi da sempre.

Ci diremo per consolazione che aspettare serve a qualcosa, tipo a capire. A capire che abbiamo solo tantissimo tempo da recuperare. Si può andare via in molti modi, ma il peggiore di tutti è restare nascondendosi dietro ad un sorriso. Useremo gli occhi come luci di emergenza per ogni tuo black out interiore e sarà d'estate, quando i colori sono così belli che è un peccato non tuffarci dentro anche se fosse solo per le passeggiate col blu da un lato e le certezze dall'altro, come quella casa con le persiane scolorite.

Non per il tempo, ma per scelta.

Prenderemo i tuoi dubbi e li lanceremo uno per uno in mare per vedere quanti salti fanno prima di arrivare a me. Insegneremo alla nostalgia a leggere le scie degli aerei che mi portano da te. Dimenticheremo da dove siamo partiti, perché forse potrebbe aiutarci a ricordare dov'è che volevamo andare. Ci aspetteremo, come un treno alla stazione, come parole dette di fretta perché si doveva andare e poi ritrovate in tasca. E ci cancelleremo dalle pagine scritte male per riscriverci dove le parole si toccano. 

Trovami semplice.

Ci siamo cuciti troppo stretti alla pelle, ché rimanere o andare via fa male uguale. Forse i ricordi giusti dobbiamo ancora inventarli, come in uno di quei miei racconti in cui chi si perde non torna più.

L'invisibilità è un' arma di difesa. Appena avrai imparato abbastanza bene a suonare il piano, qualcuno ti infilerà i guantoni da pugile. Sì, è questa la vita.

1 commento:

  1. L'invisibilità è un'arma potentissima. Io ne sono vittima. Ma quando ho spostato le foglie, pian piano, con un sorriso ingenuo da perfetto stupido innamorato, ho trovato una mitragliatrice dietro. Hanno fatto fuoco senza pietà. Sì, questa è la vita.
    Un abbraccio,

    Lab

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