venerdì 24 maggio 2013

Si riesce a fermare il mare solo nelle fotografie.


Il tempo passato ad aspettare tempi migliori non conosce ritardi. Quante cose che se le avessi fatte, giuste o sbagliate che siano, non avresti trovato il coraggio di rimproverarti. 
Ha spiegato tutto il silenzio, ma subito dopo l'ho ripiegato seguendo con cura le cuciture del Tanto non importa e chiuso nel cassetto dei Niente. Una trapunta di parole copre i pensieri soltanto per poco e dopo lascia l'inverno dentro. 

- Ciao, come stai?
- Bene, non sono più io.

A volte la perfezione è troppo vicina al suo contrario per poterla distinguere. Ci si sente forti tra le pagine, anche se si sa che la carta con la pioggia si gonfia e poi si scioglie fino a scomparire. A volte con te sembra quasi di riuscire a non perdere la strada del ritorno, ti dicevo. Sarà la geografia dei nostri cieli nuvolosi, mi dicevi.

- Dove sei? 
- Qui, ma lontano.

Con gli occhi riempiti di vento del nord, chiusi e poi spediti a sud est mentre il cuore guardava dall'altra parte. Si parlava. Si parlava talmente ad alta voce che nessuno diceva niente. Non chiedere se non vuoi sapere, non andare se non hai voglia di partire, non amare se non sei disposto a restare. Il destino si muove convinto su sottili millimetri di tempo, in circolo, uno dopo l'altro e tu sei il centro.

Il mare lo si riesce a fermare solo nelle fotografie, ti dicevo. E ancora non lo sapevi che quel mare ero io. Per avere il vento a favore dovrai uscire dalla fotografia, mi dicevi. Poi ho tolto gli ormeggi. 

Forse un giorno ci rivedremo, abbiamo detto. O solo pensato. 
Magari soltanto sorriso.

sabato 20 aprile 2013

Tempi dispari.

Il cielo e il mare hanno lo stesso colore delle promesse non mantenute. 

Io te l'avevo detto, Chopin va capito ad occhi chiusi. 
Tu me l'avevi detto, la notte va capita dagli occhi di chi ti sta accanto. 

Alle domande fatte con gli occhi si risponde con le carezze, ti ripetevo. In silenzio. Da perdere c'è rimasto solo lo spazio tra le mie mani e le tue, forse se lo ignoro pian piano scomparirà. Nuoto in un mare che non si accorge di me. Ho costruito la mia fortezza di certezze troppo vicino alla riva e sono stata talmente brava da progettarla in modo da non poterci entrare. Ho messo in fila tutte le nostre frasi su quelle cinque righe, come le tessere del domino. Manca solo l'ultima nota, quella che farà cadere tutto. E con la lontananza necessaria, capiremo la bellezza del disegno, capiremo di averne appena creato uno nuovo, del colore che più ci somiglia.

Ma tu, intanto, prestami le mani che ci gioco un po'.



C'è chi confonde la felicità con la banalità, chi scambia un'abitudine per una certezza. Chi ha vinto la paura convincendo gli altri che non ne ha, chi grida a bassa voce e chi pretende di parlare quando non ha niente da dire. Chi non sa come dire la verità  senza ferire, chi prova a riposarsi nei silenzi. E c'è chi accarezza tasti bianchi e neri, con le stesse parole, per rimanere legati alle mani che le hanno scritte. 

Volevo solo salvarti dalle mie canzoni tristi. 

Il tempo giusto per ricominciare arriva puntuale solo se è davvero quello che vuoi tu.
Nella vita. Come negli spartiti. Ci troveremo, sempre. Ogni volta. 
Con le mani sugli stessi tasti, ma lontani anni luce da qui.

La mia rabbia è per tre quarti cose non dette, perché non capiresti.

On Air: Youth - Daughter

giovedì 28 marzo 2013

Torno subito, tu non mi aspettare.

Ti avevo chiesto di raccontarmi di te, non di dire la verità. I tuoi occhi, quelli in cui mi vedo meglio, una finestra sull'estate mentre dentro è inverno. 
Il sapore dei baci non dati, come l'ombra colorata dietro ogni cosa non fatta. I lividi del giorno dopo che non ricordi dove e come te li sei fatti, ricordi solo che eri felice. Le note stonate, gli accordi sfuggevoli. Per non farsi scivolare via, per fermarsi un attimo prima che sia impossibile allontanarsi senza farsi male. 


Da perdere c'è rimasto solo lo spazio tra le mie mani e le tue, forse se lo ignoro pian piano scomparirà. Ignorami. Dimenticami. Dimenticami da qualche parte in cui esistiamo solamente io e te. Fingere di non aspettare più è il miglior anestetico per le anime in attesa. Mille parole fatte di niente, ma di un niente bellissimo. 

Lasciami stare con te, lasciami stare, lasciami. 
Smetti di cercarmi, riconoscimi.

giovedì 21 febbraio 2013

Buio e Luce.

Non esiste una ferita uguale ad un'altra, ognuna cicatrizza a modo suo. Quelle invisibili, poi, vanno curate con la dolcezza di chi sa restare. A volte, quando qualcuno se ne va non è perché non hai fatto abbastanza. A volte, le persone se ne vanno e basta. Tu non dovresti essere lì e contemporaneamente anche qui. Lì è un posto sbagliato senza di me. 

Ricordarsi l'amore, dimenticarsi d'amare. 

L'ironia dei verbi riflessivi messi uno di fronte all'altro, per farci sparire. Hai un sorriso bellissimo, si vede che sai mentire bene. Riusciresti a spogliare il senso delle cose, se solo lasciassi che sia il senso a vestire te. Vestimi di buio. La notte mette al posto giusto le cose, i pensieri e se sei fortunato anche le metà dei letti. Di vero sono rimaste solo le bugie che uno si racconta per essere felice. Non siamo riusciti a mantenere la promessa di non tornare più e neanche quella di restare per sempre. Fammi sparire di luce. Al risveglio torniamo a chiamare con nomi nuovi quello che sappiamo già, solo per la sorpresa di ritrovarci cambiati. Per sentirci forti con dei segreti da raccontare. Per fingere che ci sia ancora spazio per altri sogni da infrangere. Per le mani fatte di tensioni, sequenze di toni, musica, ricordi e ricordi di altri corpi. 

Ci siamo fermati in superficie per scivolarci addosso, con la speranza che la strada per la bellezza del profondo si costruisca da sola. Come fogli di carta sotto la piogga che ne assorbono le sensazioni fino a sciogliersi. Come un sole che, condannato a non toccare mai il buio, splende per crearlo dietro ogni cosa.

Le ombre sono un'atto d'amore.

On Air: Trespassers William - Never you

sabato 26 gennaio 2013

Ora che non c'è più nessuno.

L'attimo che credi non essere come tutti gli altri è lo stesso in cui ti accorgi che il tuo mestiere è proprio quello di distruggere attimi. E ogni volta è sempre la solita ultima volta. E tutto si ripete. Mentre ti ho visto passare, il tempo andava nell'altra direzione. E magari stavi anche passando a prendermi, ma io ti aspettavo in un passato che non era il tuo. Forse neanche il mio. Sono dubbi da cancellare i miei, lo so. Ma si abbinano così bene al colore dei tuoi occhi che è un peccato farne a meno. Noi che viviamo al confine, tra quello che vogliamo davvero e quello che dobbiamo volere per forza. Prima di te non mi mancava niente di quello che adesso non ho. Dovevi rimanere superficiale, come quei maledettissimi riflessi sul vetro e non fare di te la mia finestra d'estate mente qui dentro di me è inverno. E tu lo sapevi che lasciare decidere a me era l'unico modo per poterci dividere. Fai sempre lo stesso errore, i rimproveri tieniteli per chi vuole essere perdonato. 

Ricostruire. Ricostruire la notte passata. Ricostruire i ricordi. Ricostruire i pensieri. Ricostruirsi. 

Quella cieca consapevolezza di essere un riflesso e non un colore sulla superficie della tua vita. Granelli di sabbia incastrati tra le pieghe dei sedili dell'auto, pensieri di sale sulla pelle, labbra affamate di altre labbra, tu. E se intorno sarà  il vuoto ci passeremo attraverso fino ad essere dentro niente, ma sarà  il nostro niente. 


Nessuno è come vorresti che sia, ma a volte quel nessuno sa essere l'unico che vorresti.

Sono le parole che amiamo quelle che ci hanno ucciso un sacco di volte. 
E tu non te ne sei mai accorto.

domenica 20 gennaio 2013

Come mai prima.

Vorrei prendere in prestito i tuoi occhi neri, per cancellare tutti i miei dubbi e poi scriverci sopra il tuo nome. E invece rimango a guardarmi e guardarti. Con gli occhi troppo azzurri per evitare che piovano, troppo distratti per evitare le mie risposte sfocate, troppo altrove per evitare di incontrare i tuoi silenzi distanti.
Accarezzami i pensieri fino a farli diventare coincidenze. Vestimi di note, di parole tra i tasti bianchi e neri e di mani, ma che siano le tue. Ormai è tutto troppo sbagliato per tornare come eri prima.  
 Ma forse sei tu. Sì, che sei tu. E se davvero sei tu perché adesso? Allora non sono i Comeprima, sono i Comemai quello che abbiamo sbagliato. Come mai solo adesso. Il mio non riuscire a starti accanto e il tuo non saper prendere una direzione che sia verso di me. E tu non sai quanto sono brava a fingere che non ci sia nessuno quando il pensiero di te bussa alla mia porta. No, che non lo sai.

Gli occhi più tristi sono quelli che hanno paura di essere felici.

Sei frasi scritte quando credi che non ci sia nessuno a leggerle, il troppo tardi, il mai, il sempre. Le occasioni perdute che si ritrovano, anche solo per ricordarti che ora sono di qualcun altro. Le parole di piccole gocce di mare sulla pelle, quando ogni goccia diventa qualcosa che detta a voce sarebbe volata via. I pensieri blu tra i capelli neri e la spiaggia deserta, come se fosse solo nostra, come se fosse l'ultima. La felicità nascosta dietro il silenzio subito dopo una sorpresa. Tutti quei viaggi fatti per scoprire che il posto migliore rimane sempre quello tra le tue braccia. Quel maledetto vizio di dare un senso alle cose che ci ha unito e che è uguale a quello che ogni volta ci divide.
Sei quando tutto quello che avevi immaginato non si limita semplicemente ad esistere ma esagera, fino a scomparire. Ché scomparire, a volte, è quello che semplicemente mi riesce meglio.

On Air: Angus And Julia Stone - Draw Your Swords

lunedì 10 dicembre 2012

Sullo sfondo.

Appendiamo al muro i disegni di fumo fatti con lo stare a guardare i ricordi, ché tanto io lo sapevo che saresti venuto a cercarti nelle mie parole, quello che non sapevi tu è che io amo nascondermi bene. Quando qualcuno esce dalla tua vita non si porta mai dietro la sua storia, ma lascia a chi rimane il compito di risistemare tutto, come quando si cercano dei Niente sempre più grandi per coprire il rumore delle domande.


E comunque, Niente. 
Io e la tua assenza abbiamo passato insieme troppo tempo. 

Che si avverino o meno, quello che muove i desideri è sempre la gravità emozionale, ma chi preferisce le bugie e cambia strada ogni volta per non affrontare la verità non merita altre bugie. E non merita neanche te. Venirsi incontro è per chi sa dove andare, noi siam partiti già perduti. L'incoerenza è il profumo della felicità. Eri tu quello con qualcosa ancora da salvare. E io, come al solito, ero quella che si salva da sola. Dimentico il futuro con troppa facilità. Le cicatrici dei rimpianti come esempio di eterna compagnia. E se ti incontrassi ora non so se riuscirei a perdonarti il fatto di non esserci mai stato. Io che ero vento che viene da nord e tu musica suonata dal mare.

Forse è così che deve essere e basta, ché l'amore ha sempre paura di essere chiamato col suo nome vero. Siamo tutti lo sconosciuto preferito di qualcun altro. E i compromessi per non compromettere le vite altrui. E la solitudine, come qualcosa che odi ma sai che di lei ti puoi fidare.
Come il silenzio in filodiffusione. 

Le cose cambiano, quelle fatte di sentimenti poi lo fanno che te ne accorgi solo quando è troppo tardi. E io credo ai sorrisi silenziosi, come quelli che si formano tra i miei occhi e le tue parole. E chissà perché riusciamo sempre ad inventare tutto quello che si deve inventare per non fare quello che vogliamo.
Come quelle verità che rimangono nascoste per paura di sembrare delle bugie. 

Le persone non si dimenticano, semplicemente si confondono con quello che già c'è sullo sfondo. 

On Air: Scott Matthew - Abandoned  

Chiedetelo a Rory Gallagher.

La musica che non piace agli altri ha sempre qualcosa di magico. Sì, molto di più rispetto a quella che invece accomuna. Stessi gusti. Okay,...