sabato 24 marzo 2012

Andare via, in un fermo immagine.

Sarà colpa delle stagioni, quelle che ci portiamo dentro, del tempo sempre troppo poco e di questi giorni lunghi come secoli che si dilatano tanto da non farci capire la differenza tra la fine di uno e l’inizio dell’altro. Sarà che ho smesso troppe volte di fumare e che continuo a collezionare assenze. Sarà colpa dei finti telegiornali, delle statistiche e di tutte quelle cose stupide che siamo stati costretti ad imparare come avere sempre qualcosa di bello e di sensato da scrivere. Sarà che dobbiamo scavare a mani nude nella terra per vedere che il sangue c’è e si mescola alla pioggia, che abbiamo bisogno di nuotare in un oceano congelato per avere freddo e capire che in fondo non abbiamo così tanto giaccio dentro.

E non sarà poi così grave se ci scopriremo in ginocchio a raccogliere le carte del castello che ci è crollato addosso e se io non ti ho mai raccontato dell’idea che ho del mio inverno e della tua estate. E non sarà così grave se mentre mi parli delle tue catastrofi, delle percentuali e degli schemi riassuntivi dei tuoi progetti io rimango indecisa tra lo stare ferma e lo stare via. E non sarà nemmeno così grave salire su treni dagli orari incomprensibili, insieme, ma con destinazioni diverse.

Tu raccontami e lasciati raccontare. Inventiamoci qualcosa di meglio per non lasciarci passare e non finire annegati nei soliti trucchi e discorsi per paura di riuscirci a vedere davvero e sentirci plausibili.
Inventami un filo di voce affinché io possa farne un raggio capace di attraversare i metri e le atmosfere di profondità per ricordarti come ci si sente a tornare in superficie.

4 commenti:

  1. IL tuo scritto rimarrà come un fermo immagine nella mia mente. Ciao Alessandra, sono sempre io, sempre nessuno.

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  2. Sarà merito di twitter che mi son imbattuto nel tuo blog e sinceramente ti dico che il tuo stile + foto + Joy Division (che hai "suggerito" e la sto ascoltando or ora) è affascinante.

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  3. Ghiaccio, non giaccio. Non ancora. Ma è uno dei post più belli.

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